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Il silenzio di questo periodo è dipeso dalle fatiche della prima fase di lavoro post vacanze che, come nelle migliori “famiglie”, ha richiesto uno sforzo in più.
Ma non abbiamo abbandonato il nostro progetto e il nostro interesse per i blog. Ne è una prova la partecipazione al Convegno di Bolzano tenutosi il 23 settembre presso l’università degli studi, a cui abbiamo partecipato con piacere per presentare le prime suggestioni. Chi fosse interessato può scaricare le slide sul nostro sito. Contiamo sui vostri commenti.
blogresearch
Shamalesse, suggerendomi una frase efficace che stavo cercando in vano [grazie ;-)] ha scritto “Mi sa che molta gente creda che il blog sia uno strumento di liberazione, più che di comunicazione”. E’ vero, o almeno è quello che mi sembra proprio di capire dalle vostre definizioni di blog. Lo avete definito in modo molto variegato: “una moda”, “un diario + tastiera”, “un mezzo per conoscere gli altri”, “un bel gioco divertente e costruttivo”, “un mezzo per raggiungere i piccoli piaceri umani”. Ma infondo a queste definizioni vi sono due caratteristiche che le distinguono:
Sarà capitato un po’ a tutti di sentire suonare il citofono, avvicinarsi distrattamente all’apparecchio e pronunziare il classico “chi è?”. E altrettanto frequentemente ci sarà successo di non sentire nessuna voce, né familiare né sconosciuta, che dia un indizio su chi sia il misterioso “citofonatore”. Ci resta solo la certezza che qualcuno sia passato di là e che fino a pochi secondi prima era certamente dall’altra parte del citofono.
Non è una semplice descrizione di un vissuto a molti familiare, ma un modo per dire che forse il fatto di essere in rete con il nostro blog dovrebbe darci la certezza di non essere completamente “soli” in questo mondo virtuale e di essere soggetti al passaggio di occhi più o meno interessati e di dita agili e veloci pronti a battere sulla tastiera.
Dai commenti dei questionari non sembra essere comune a tutti l’idea di condividere con gli altri i propri post. Detto in altre parole, la certezza dell’altro non implica l’interesse verso il lettore o la censura dei propri pensieri. E’ un aspetto interessante che emerge un po’ attraverso tutti gli strumenti utilizzati: interviste, questionari e focus. Non si tratta banalmente di distinguere tra chi riconosce la presenza dell’altro e chi la ignora. Il problema è ben diverso non solo perché la suddivisione non è così netta ma anche perché spesso questi aspetti emergono insieme. Insomma, ci sono certamente due scuole di pensiero nella blogosfera, estreme e ben localizzate, ma riguardano veramente pochi casi. Il resto del mondo blog sembra costantemente alla ricerca di un equilibrio tra la voglia di condividere i propri pensieri e l’esigenza di liberarsi dell’opprimente presenza dello sguardo altrui. Del resto “il blog non è un diario che si tiene sotto il letto. La visibilità è parte integrante del meccanismo”.
Ma allora il blog è un moltiplicatore di contatti o uno spazio intimo per custodire i propri pensieri, da proteggere dagli sguardi indiscreti?
E’ certo che ci sono vari tipi di pubblico: c’è chi ci conosce anche nella vita al di fuori del monitor, chi è un visitatore passeggero e chi invece è un amico della rete che amiamo aspettare e a cui ricambiamo le nostre visite. Ogni sguardo ha un suo colore e un suo peso più o meno condizionante. Ma si può parlare di totale assenza di interesse per chi ci legge? Alcuni ci suggeriscono che scrivere sul blog è una pratica così personale da rendere poco significativa la presenza dell’altro. Si scrive per se stessi punto e basta: “non mi condiziona, io dico sempre quello che penso, non mi fa paura il giudizio degli altri”.
Altri sottolineano che è la stessa natura della rete a permettere una comunicazione “mediata senza filtri” e condizionamenti. Ma non mancano le posizioni intermedie di chi sostiene che esiste una forma di auto-consapevolezza, non pienamente acquisita, della presenza del lettore. Infine, ci sono gli accaniti sostenitori della valenza relazionale del blog: i moderati si soffermano più sui condizionamenti di stile, gli estremisti parlano proprio di opportuna selezione dei contenuti specie di fronte a un pubblico di conoscenti. Ai veri blogger l’ardua sentenza.
Tutto ciò che non si conosce viene ridotto e confrontato con il noto per spiegarlo e definirlo...è un po' quello che succede anche con la blogosfera! Per restare in tema estivo e soprattutto per arrovellarci il gulliver ancora un pò su questo argomento vi proponiamo un gioco: proviamo a definire la blogosfera attraverso qualcosa a cui assomigli,ricordandoci di aggiungere però, anche quegli aspetti per cui differisce dal nostro oggetto di confronto...
Cominciamo noi, prendendo spunto (permetteteci di farlo) da qualche vostra osservazione... Dunque, la blogosfera potrebbe essere paragonata a un organismo vivente perchè come in un qualsiasi essere vivente vi sono delle cellule organizzate in tessuti, organi, membrane deputate a funzioni specifiche ma fra di loro comunicanti. Comunicazione necessaria per l'armonia e la vita del sistema...
Nell'organismo, come nella blogosfera, vi è un continuo ricambio di cellule e vi possono essere anche avarie e necrosi per alcuni tessuti che però non ledono alla vita dell'essere vivente...
La blogosfera però è un sistema delocalizzato a differenza dell'organismo che ha una sorta di cabina centrale che è il cervello e un propulsore che è il cuore.... Ci viene difficile pensare a quali parti o a chi nella blogosfera possa assolvere a questa funzione..
Voi, che metafora proponete?
Già, forse il buon Amleto riecheggia un po’ nelle vostre dichiarazioni…
Perché entrare nel mondo dei bolg è un continuo oscillare da una parte tra il far trapelare qualcosa di sé, scrivere per riconoscersi davanti ad uno specchio mentre il tempo scorre inesorabile
«…è lì a monito del passato....descrive i miei scheletri, li porta a galla, mi fà sentire più sincera. E' un pò come il centimetro con il quale le mamme misurano la crescita dei bambini. Leggo la mia prima pagina dell'Inside e quasi non mi riconosco...», trovare un luogo per riflettere, « raccontare se stessi in modo profondo...di lasciar emergere la propria anima…»
e dall’altra l’interazione, lo scambio, la rete di relazioni che si crea, nella speranza che persone simili a noi, che provano gli stessi sentimenti o le stesse passioni si avvicinino per condividerle o perché trovano utili e interessanti le cose che, scrivendo, doniamo ai naviganti nella rete…« altrimenti te la canti e te l'ascolti» !!
Si scrive per se stessi, per cercare il proprio essere più profondo, ma si scriver non solo per essere…ma per trovarsi, per incontrare, per scoprire se qualcuno è disposto a leggere le nostre tracce e a dire qualcosa in più… Perché alle volte è più bello dare che ricevere.
Ma il rischio del non essere è sempre in agguato: qualcuno ha riconosciuto come «pochi leggono veramente quello che altri scrivono, lasciano commenti ad effetto giusto per dire "ci sono anch'io"», «i dibattiti sono effimeri, quando la situazione si fa critica te la puoi dare tranquillamente a gambe, la responsabilità delle tue idee diminuisce dietro a un nickname o addirittura un "anonimo"».
Allora perché costruire un blog? A questo punto meglio chattare con disimpegno e senza vincoli di “dover commentare” per essere a mia volta commentato… perché altrimenti si finisce come quando arriva Natale o il compleanno di qualcuno, che ci si preoccupa di fare un regalo solo come obbligo sociale, solo perché vige la regola del “ricambiare”, lasciando invece morire tutta la magia del dono…
E voi, cari bloggers della nostra ricerca… non avete un regalo per noi???
L'estate è ormai inoltrata e anzi già si avverte quel senso di malinconia che prende quando ci si accorge che "è già arrivato agosto!". Probabilmente è questa la ragione che ha portato a tanto silenzio sul post precedente che necessita del vostro aiuto per definire meglio le regole del mondo-blog...sempre che ve ne siano...
Mi sembra carino, comunque, procedere con l'indicazioni di altri aspetti che emergono da una prima definizione di blogosfera..e in modo particolare vorrei riflettere su quali aspettative possiamo maturale per il prossimo futuro...Insomma, è evidente che, come in tutte le società, ci sono i personaggi famosi, le piccole comunità di quartiere, i network frenetici del centro e le realtà estreme delle periferie...ma di fatto verso dove stiamo andando?
PM 10 ci suggerisce che la "blogosfera è comunque un mezzo estremamente democratico e orizzontale" che può essere vissuta in diversi modi: "da spettatori che si lasciano guidare dalle cosiddette blogstar" oppure "in prima persona, alla ricerca di rapporti tra persone che si apprezzano per contenuti compatibili...". Questo potrebbe fare intravedere una crescita della blogosfera, un aumento degli utenti, senza troppi problemi di visibilità e sovranumero in uno spazio che sipresta bene ad assumere dimensioni infinite...
Ma sarà proprio vero? Forse a differenza della crescita di una società, dove l'aumento dipende essenzialmente dalle nascite, la blogosfera richiede un atto intenzionale di partecipazione, un interesse personale a iniziare e continuare la scrittura su uno spazio elettronico...Per cui, è possibile che vi siano abbandoni numerosi tanto da ridurre la blogosfera a una piccola comunità di affezionati nostalgici? oppure le perdite saranno rimpiazate dai nuovi arrivi in un processo di morte e nascita tipico del ciclo della vita?
Non è facile rispondere...però spero che ci proverete
Quanti commenti e quanti spunti interessanti! Grazie davvero per essere passati di qui e avere lasciato un “po’ di voi”… Non basta certo un post per affrontare tutti gli argomenti che sono emersi dalle vostre osservazioni.. ma da qualche parte bisogna pure cominciare ;-)
Parafrasando Manuelito, credo che anche per la blogosfera sia calzante l’idea di un qualcosa di “fluido, malleabile, plasmabile….” Come tutti gli ambienti sociali, anche il mondoblog è un sistema aperto, che si evolve e si rinnova costantemente, nel rispetto di poche regole…è su questo punto che vorrei soffermarmi.. esistono delle regole, dette e non scritte, che permettono alla blogosfera di esistere..e forse a noi di definirla? Proviamo a ricostruirle insieme.. ne butto giù un po’ a partire proprio dai vostri commenti:
Giuste o sbagliate che siano, potremmo considerarle un punto di partenza per ulteriori osservazioni…
Dalle vostre definizioni e dai commenti che avete fatto sulla blogosfera ci sembra di poter intravedere l’esistenza di due opinioni opposte sul modo di intendere questo particolare ambiente virtuale.
Da un lato c’è chi pensa che la blogosfera non sia altro che una versione virtuale, ma quasi parallela, della realtà: un ambiente in cui convive molta gente, ma in cui spiccano e ottengono attenzione solo poche persone note. Spesso, infatti, nella blogosfera «l'attenzione generalmente tende ad essere focalizzata su persone che non sempre la meritano,le cosiddette "blogstar"»
Un po’ di amarezza sembra quindi accompagnare questa visione della blogosfera, che rappresenta in questo senso l’ennesima conferma di un mondo non troppo equo, fatto di gerarchie e di solitudine mascherata dalla folla.
Dall’altro lato c’è chi sostiene che, al contrario, la blogosfera sia un democratico ambiente di espressione, in grado per sua natura di far emergere la varietà e la differenza esistenti nell’uomo. Ambiente che, se osservato meglio, potrebbe svelare talenti e personalità che non riescono ad emergere nella vita “reale”. Se solo «qualche casa editrice.. ne prendesse atto, se li girasse un pò.. c'è gente che merita davvero».
Aiutateci a capire: blogosfera come ennesima realtà, fatta di in equità e solitudine, o blogosfera come ambiente di espressione libera e democratica?
Che cos’è un blog? Ci sono arrivate altre definizioni e alcune conferme di frasi già inserite nei nostri post…
Ci pare interessante notare che a questa domanda molti degli intervistati hanno risposto in vario modo, offrendo spunti interessanti, talvolta bizzarri, ma spesso volti a sottolineare il carattere di “diario in comunione”… forse, quindi, qualche obiezione al nostro blog può essere fatta. In fondo il nostro potrebbe sembrare:
Insomma ci sembra quasi di violare le regole del gioco… forse se una riflessione critica si può fare, una delle ragioni che spinge poco a scrivere è la stessa natura bizzarra di questo blog… volevamo capire sperimentando di persona e forse non ci siamo ancora riusciti. Il buon proposito per i giorni a venire è quello di essere più “presenti” e di vivere il nostro blog. In fondo anche elfosilenzioso ci suggerisce che “il blog è un altro modo di intendere la vita”: come l’automobile prima e il telefonino poi, anche il blog diventerà quasi “indispensabile”.
Credere in un progetto, immolarsi per la causa, dedicarci del tempo: ecco cosa chiediamo ai nostri volontari…Scherzi a parte, come vi abbiamo in più occasioni ricordato, la nostra ricerca si compone di vari momenti, uno dei quali prevede delle interviste di gruppo fatte proprio alla IULM…pensiamo che possa essere una buona occasione di approfondimento e una nuova esperienza per chi non ha mai fatto un focus group ;-). Ecco perché, se siete interessati, potete contattarci via e-mail su gae.mail@alice.it . Vi aspetta anche un simpatico omaggio per ringraziarvi della disponibilità.